Bianco da vivere insieme

Di Manuela Imperiali

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Quante cose è il colore Bianco, quante cose dice, quanti spazi lascia aperti, quanti spazi suggerisce?

Lo ritrovo ora, dopo averlo lasciato da poco, nell’articolo di novembre che ho scritto per Sognosoloacolori.

 

Come descriverlo ancora? Cosa aggiungere?

E se lo vivessimo, diversamente, insieme?

 

Pensiamolo come un foglio bianco da riempire. Scontato forse, ma importante, come base da cui partire.

Pensiamo al bianco come a una pagina, una splendida pagina.

Un’opportunità, per vivere, per esprimere, per essere.

 

Prendiamoci uno spazio, un tempo, per noi. Subito, più tardi o nei prossimi giorni, quando sarà il momento opportuno per ognuno di noi.

Respiriamo lentamente. Inspiro-espiro, Inspiro-espiro sino a che diventiamo il respiro stesso.

Immaginiamo ora, seduti comodi e ad occhi chiusi, che dell’acqua limpida e pura entri dalla sommità della nostra testa, e lentamente attraversi tutto il nostro corpo, portando con sé quanto non è più funzionale per noi, quanto non ci serve più.

Immaginiamo che quest’acqua, scorrendo dentro di noi, porti via pensieri opachi, ripetitivi, porti via tristezza e sofferenza, porti via le nostre credenze limitanti.

Porti via quello che sentiamo essere superato nella nostra vita, a cui, per qualsiasi tipo di ragione, rimaniamo attaccati, ma che non ci serve più.

Immaginiamo questo scorrere, questo fluire lento ma continuo, sino a che sarà giusto per noi.

E immaginiamo che quello che abbiamo lasciato andare esca dalla pianta dei nostri piedi e entri nel pavimento sotto di noi, e poi scenda, scenda, sino ad incontrare la terra, la magnifica Madre Terra che con la sua generosità e con la sua saggezza, è in grado di accogliere, di trasformare, e di rigenerare ogni cosa.

Osserviamo questo movimento, e quando sentiamo sia arrivato il momento di concludere questa azione, quando ci sentiamo più leggeri, ritorniamo qui nell’attimo presente e riapriamo gli occhi, ringraziando. Perché ringraziare, Dio, l’Universo, Madre Terra, entità a cui ci rivolgiamo normalmente, è doveroso e fondamentale per la nostra crescita.

 

Ora che abbiamo fatto questo spazio nuovo dentro di noi, uno spazio luminoso e accogliente, chiediamoci come vogliamo riempirlo.

Di quali pensieri, di quali azioni, di quali relazioni vogliamo riempirlo. Di che tipo, di quale intensità.

Di quale e quanta positività, di quanta bellezza, di quanti buoni propositi, vogliamo contornarci.

Chiediamoci cosa vogliamo di buono e di bello, per noi e per il nostro futuro.

 

Prendiamoci come sempre il nostro tempo, e quando scaturiscono parole, idee, riflessioni, scriviamole, sul foglio bianco.

Scriviamole di getto, senza troppo pensarci, senza preoccuparci della grammatica, della punteggiatura, del senso. Non preoccupiamoci di nulla che non il lasciar scorrere la penna sul foglio, per fissare, mettere nero su bianco, meglio se colore su bianco, quello che il nostro sentire suggerisce.

Quando abbiamo finito, posiamo la penna e facciamo qualche respiro. Se ne sentiamo il bisogno, chiudiamo gli occhi, beviamo dell’acqua.

 

Ora facciamo scorrere lo sguardo sul nostro foglio, senza rileggere per cogliere il senso, facciamo solo scorrere lo sguardo e lasciamo che alcune delle parole che abbiamo scritto ci catturino, sottolineandole con una matita.

Saranno in ordine sparso, senza un senso apparente. Ma a un certo punto ci parleranno.

Se lo desideriamo e lo sentiamo utile alla semplificazione di questo processo, possiamo trascriverle su un altro foglio bianco e osservarle lì.

E da lì muoverle nella nostra mente, o sulla carta, sino a che non si ricomporranno in una frase, in un breve brano, che risponda al nostro sentire del momento, al nostro nuovo intento propositivo. Se ci serviranno alcune parti grammaticali, articoli o altro per dare un senso alla frase, li inseriremo nel testo avendo l’accortezza di metterli fra parentesi, così da essere facilmente identificati come aggiunte funzionali.

 

Qual è lo scopo dello spendere tempo in questo esercizio, di lasciarsi coinvolgere in questo processo? Quello di trovare le “nostre” parole, quelle più vere, quelle che scaturiscono dal profondo, quelle che ci aiutano a focalizzare, quelle che ci portano suggerimenti e risposte, non dettati dalla mente, dal dovere o dall’obbligo.

 

Lo scopo di trovare, o ri-trovare, le parole che ci facciano sorridere, che ci ricordino chi siamo e cosa vogliamo veramente. Anche di riscoprire il valore stesso della, delle, parole, ridare loro dignità e spessore, addirittura da quando compongono i nostri pensieri.

Perché le parole sono già intenti e vibrazioni, e più presto riusciremo a liberarci da forme negative e vittimistiche delle stesse, più presto potremo creare la nostra nuova realtà.

 

Pensiamo, usiamo, parole che riportino amore e rispetto per noi stessi, e che ci accompagnino nella nostra perenne crescita e evoluzione di esseri umani e spirituali.

Parole che ci accompagnino verso il raggiungimento dei nostri obbiettivi, e verso il nostro diritto a essere persone felici, gioiose, creative, in armonia con noi stesse, con quello che ci circonda e con l’universo intero. In un flusso incessante di Energia Positiva.

 

Per chi volesse proseguire nella ricerca di sé, vi invito a partecipare al “Laboratorio INSIEME È PIÙ FACILE”, un'iniziativa di SpiritualCoach® Percorsi di Crescita Personale e Spirituale, del quale sono diventata Trainer.

Ogni 3° mercoledì del mese, insieme ad altre meravigliose Trainer accogliamo OnLine gruppi di persone per condividere nuovi modi di vivere una quotidianità più felice, ricca di esperienze positive, delineando nuovi obiettivi e facendo beneficenza.

 

Ultima nota, per chi non si sentisse ancora pronto a fare il viaggio di cui ho scritto sopra, consiglio di ritagliare da testi di vario genere, libri da macero, riviste, articoli di giornale, volantini, ovunque si ponga il vostro sguardo, parole positive da riporre in una scatola, a cui aggiungere all’infinito, e dalla quale ripescare in modo, apparentemente casuale, per portare fuori da voi il vostro sentire del momento e le vostre verità più profonde.

Provare per credere!

Manuela Imperiali

La bellezza è un balsamo per l'anima

L'anima si svela attraverso i colori

I colori esaltano la bellezza dell’anima

In una danza senza fine

Sono una multiventenne in perenne evoluzione, ipersensibile e un po’ introversa. Sono curiosa e mi piace conoscere e sperimentare. Mi piace pensare sempre a nuovi progetti, per crescere ed aiutare a crescere.

Inglobando competenze e interessi, studi e predisposizioni, dall’arte alla spiritualità, dalla creatività alle tecniche energetiche, ho trovato che la definizione Alchimista del ben-essere creativo, mi calzasse a pennello, perché estraggo ogni volta dal cilindro delle risorse quanto ritengo più opportuno al momento e alla persona, per accompagnarla, con discrezione, nella sua personale strada verso il benessere.

L’incontro con la cromoterapia emozionale è stato folgorante per me, e dall’approfondimento di questa pratica di riequilibrio dalle radici antichissime, è nata Emotional Color Experience, il percorso che ho creato per accompagnare le persone ad individuare i colori chiave per il benessere quotidiano, arricchita dell’eccezionale apporto che creatività, parole e vibrazioni a loro collegate, possono portare nelle più svariate situazioni.

 

 

 

 

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