Di Priscilla Venturacci

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È iniziato un nuovo anno e così abbiamo la possibilità di rinnovare la nostra vita, i nostri progetti, le nostre speranze… è come avere un foglio di carta bianco davanti a noi tutto da riempire!

Questa cosa può essere molto stimolante da un lato, ma anche spaventosa dall’altro: una pagina tutta bianca penso possa essere l’incubo di un artista o di uno scrittore… non a caso si chiama “blocco dell’artista” o “blocco dello scrittore”.

Quando succede, penso che la cosa migliore sia cercare di svuotare la mente, meditare, fare una bella passeggiata, tutte cose che ci fanno di nuovo connettere con la nostra sincerità d’animo, con la nostra parte più onesta, con il nostro pezzettino puro dentro i nostri cuori… puro come il colore bianco appunto.

Proprio per questo il bianco viene usato da secoli come il colore per eccellenza dell’abito della sposa. Questa storia inizia più di 2000 anni fa, nella Roma antica, quando le spose indossavano una tunica bianca che rappresentava la castità. Nel medioevo questa usanza si perse e troviamo spose in abiti colorati, ricamati, appariscenti e sfarzosi.

Dobbiamo aspettare il 10 febbraio del 1840 per rivedere una sposa in abito bianco. Fu infatti la Regina Vittoria di Inghilterra, che in quella data coronò il suo sogno d’amore con il Principe Alberto, a portare alla ribalta un sontuoso abito bianco. Simbolo bisogna dire, non più di castità e purezza, ma di nobiltà ed eleganza.

Per non parlare del vestito da sposa più famoso della storia dei Royal Wedding, l’abito che ha fatto sognare, all’epoca, migliaia di ragazzine come me: il vestito da sposa di Lady Diana. Era il 29 luglio 1981 e l’abito in taffetà di pura seta ricamata color avorio, una delle tante declinazioni del colore bianco, era stato adornato da pizzi antichi. Il resto è storia e tragedia di quella che passerà alla storia come “la principessa triste”, donna di straordinaria umanità e bellezza.

La scelta dei più grandi stilisti di finire le sfilate con un bel vestito bianco da sposa non è casuale… Save the best for last dicono gli inglesi, lascia il meglio alla fine: il vestito più bello, il più elaborato, la favola che continua, “E vissero felici e contenti…”, come l’augurio che vi faccio in questo nuovo anno che inizia.

Vivere un 2023 felici e contenti, con davanti questa pagina bianca tutta da riempire di colori meravigliosi!

Foto 1 di Alena Ganzhela su Unsplash

Foto 2 di Kenia Mostrava su Unsplash 

Foto 3 di Wedding Photography su Unsplash

Foto 4 e 5 da Internet

Priscilla Venturacci

Priscilla Venturacci

Sono Priscilla Venturacci e arrivo dal colorato Brasile, paese dove ho vissuto fino ai miei 30 anni e dove ho conseguito la laurea in Disegno di Moda. Ho lavorato per anni nella azienda di famiglia creando abiti per bambini e una volta in Italia, con valigie piene di stoffe e tessuti colorati e fantasiosi, ho iniziato a cucire borse e pupazzi con i quali ho partecipato a dei mercatini di artigianato e design.

Qualche anno dopo ho creato The Fabric Tale (l’unione tra le parole Fairy Tale “Fiaba” e Fabric “Stoffa”) dove con i miei laboratori, i miei kit creativi, la mia passione per tutto quello che è fatto a mano e i miei racconti, apro la strada a bambini e adulti attraverso la moda, l’arte e il divertimento, nella scoperta della propria creatività e fantasia!

Da un po’ di tempo a questa parte ho molto a cuore anche il tema della sostenibilità, e sogno un mondo più pulito da lasciare alla mia bambina.

www.thefabrictale.it