Di Silvia Pengo

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Sono una specialista dell’esercizio fisico, da circa trent’anni studio il corpo in movimento. Nella ricerca delle risposte ai perché di quanto osservo nelle persone che ho di fronte, ho cercato sempre più di risalire alla “causa prima”, all’origine, di quelle che sono le deformazioni fisiche, i malfunzionamenti motori, i dolori che ne derivano, ma soprattutto di capire quale fosse il motore della ripresa e di un cambiamento che si riteneva impossibile. Percorrere la catena dei perché mi ha portata su strade apparentemente molto diverse da quella puramente fisica: tutto dipende dal funzionamento della mente. L’atteggiamento mentale, il pensiero dominante, il credo di ogni persona sembra siano all’origine di tutto. Quando la persona si apre mentalmente alla possibilità che il proprio corpo possa cambiare, migliorare, rimodellarsi o guarire, accadono cose prima impensabili; se la persona mantiene la convinzione che ormai non ci sia più niente da fare e continua a pensarlo, non si andrà oltre un minimo risultato.

L’inevitabile percorso parallelo è stato personale: prima con le esperienze di recupero del mio corpo, più volte fermato da gravi traumi; poi su strade di introspezione e crescita interiore che si sono spinte oltre il limite di ciò che è considerato scientifico. Malgrado i dubbi generati dalla mia formazione accademica la fascinazione data dalla possibilità di ascoltare o di assistere a qualcosa di diverso, mi ha spinta dove si trovano risposte “plausibili” ad alcune dinamiche prima incomprensibili.

 

 

Ci sono i guru indiani, che trasmettono una tradizione di saggezza millenaria che sta al di fuori del pensiero logico, oltre che scientifico, sopravvissuta ai secoli e che torna più che mai in primo piano oggi grazie alla dimostrazione scientifica dei benefici di alcune pratiche, nate molto prima della scienza stessa. Tra i guru qualcuno ha completato gli studi per diventare medico, facendo da ponte tra pensiero antico e moderno. Ma oggi ci sono anche molti uomini e donne di scienza che si potrebbero quasi definire “maestri spirituali”, che dopo aver tanto studiato e indagato la realtà in modo razionale, si sono scostati in modo naturale da un rigore diventato limitante, per poter affermare le proprie ipotesi e intuizioni, seppur sbeffeggiati dagli ex colleghi scienziati, che li reputano improvvisamente impazziti e privi di credito. Tra loro ci sono medici, fisici, astrofisici, qualche premio Nobel.

Che cosa è bianco, che cosa è puro, se i più grandi passi avanti nella scienza sono stati fatti da persone che infrangevano le leggi, rompevano le consuetudini e le barriere di confine con il “proibito” per spingersi oltre e osare l’inimmaginabile?

Cosa dobbiamo dire di un uomo come Einstein, dal rendimento scolastico giudicato inadeguato, che poi ha rivoluzionato con le sue teorie l’intero mondo scientifico e l’approccio alla realtà tangibile?

Per vivere veramente, fare esperienza fino in fondo della realtà, dobbiamo sporcarci con la vita, l’anima si deve contaminare di buono e di cattivo, deve farne e vederne di tutti i colori, per poterli conoscere e riconoscere se pur mescolati e sempre presenti in ogni cosa, persona, esperienza, per poterli comprendere, per saper scegliere usando il libero arbitrio. In questo mondo non c’è male che è solo male, non c’è un bene puro, distillato, senza tracce di altro, ci sono sempre entrambi in percentuali diverse. Entriamo in conflitto se pretendiamo di separarli nettamente con un setaccio fisico o spirituale, al prezzo di grandi sensi di colpa. Penso che la vittoria stia nell’integrare gli opposti, nel conoscere tutte le sfumature e nell’accettare che possano convivere parti buone e parti meno buone o “cattive” in noi, negli altri e nel mondo. La vittoria è non essere più in guerra, smettere di generare conflitti, diventare il grande calice che tutto accoglie e comprende, secondo l’immagine archetipica del principio femminile e divino.

 

 

E cosa resta allora di bianco e puro, nulla? Credo possa essere pura solo la nostra intenzione, la nostra scelta della direzione verso il bene, prima di tutto il nostro, il desiderio di migliorare, seppur tra errori e fermate, la tensione per l’evoluzione; la ricerca della luce anziché il buio del lasciarsi andare rinunciando alla vita. Ecco il vero dualismo con cui ci confrontiamo ogni giorno. Scegliendo di Vivere e di gioire, malgrado tutto, condividendo vita e gioia con gli altri, raggiungeremo il bianco puro diventando la somma completa di tutti i colori, nessuno escluso.

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Silvia Pengo

Silvia Pengo è dott.ssa in Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata.

Si dedica da sempre a programmi di esercizio fisico per anziani e per persone con problematiche legate al movimento, parallelamente allo studio dell’attività motoria per la salute e il ringiovanimento del viso e del corpo, particolarmente dedicato alle donne.

Da un anno partecipa al progetto regionale Veneto “Palestre della salute” seguendo l’allenamento per cardiopatici e persone con patologie.

Tiene lezioni individuali e corsi di gruppo nel suo studio a Padova e su Zoom.

Autrice di “Fit&Face – La ginnastica facciale per cancellare dal viso i segni del tempo” edito da Rizzoli.

Sta completando un secondo libro dedicato al lavoro sul corpo (pubblicazione prevista per gennaio 2021).