I colori della gioia

Di Lucia Merico

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Siamo sempre liberi di scegliere tra la gioia e il dolore, tra la felicità e la paura. No, non te ne andare dopo aver letto queste parole. So bene che potresti non essere d’accordo e se così fosse ti chiedo di restare ancora un attimo per riflettere con me.

Imparare che siamo sempre liberi di scegliere e decidere è uno dei modi per «entrare» nella gioia. Non è per nulla un sentiero facile e con una segnaletica visibile che rende impossibile perderci. Anzi, è proprio vero il contrario: è contorto, aspro e a volte così intricato da farci credere di poter tornare indietro. Questo è il motivo per cui la maggior parte di noi preferisce avere ragione che essere felice.

L’inizio di una vita gioiosa non è mai semplice. Bisogna prima di tutto comprendere che quando chiediamo alla gioia di entrare nella nostra vita questo accadrà, ma non sempre nella forma in cui l’abbiamo immaginata.

La gioia, così come la felicità e l’amore, arrivano da un’unica Fonte che ci sostiene sempre e arricchisce ogni nostra esperienza. Possiamo chiamarla Dio, Universo, Energia o Fonte Universale: l’etichetta non avrà alcuna importanza e non ne cambierà l’Essenza. Ecco, questa Fonte ci darà la gioia in una forma speciale, affinché la possiamo davvero comprendere fin nella sua profondità: attraverso le esperienze di vita.

 

 

Accadrà di trovarci in situazioni dove la gioia sarà lì a portata di mano, mentre in altre la dovremo cercare andando oltre il lamento, la paura, il dolore. Pensavi che fosse diversamente? È bene che tu sappia da subito come stanno le cose per poter fare quel salto quantico che ti porterà nella percezione della pace e dell’armonia, due caratteristiche che sono il preludio di una gioia unica, reale e duratura.

Tutto dipende da come vogliamo usare i nostri accadimenti, se per evolverci, conoscere ed espandere la consapevolezza o rimanere incastrati nella tela appiccicosa delle vecchie situazioni del passato. A noi la scelta e non c’è nessun altro che lo possa fare al posto nostro. Dobbiamo allenarci – e tanto – se vogliamo salire sul gradino più alto del podio della consapevolezza, e da quel punto di vista guardare il passato per scegliere e decidere di proseguire il nostro allenamento alla felicità.

Il passato diviene così la palestra verso un futuro differente, e per differente intendo “diverso” da ciò che hai già sperimentato. Era forse la paura, un senso di disagio e inadeguatezza l’abito che indossavi tempo fa? Puoi cambiare vestito, se lo vuoi, scegliendo la stoffa e la fattezza che più ti piace. In questa nuova scelta e decisione, le ombre del passato vengono trasformate nel presente e liberano il futuro.

Cambiare significa raggiungere uno stato sconosciuto, e anche se abbiamo sperimentato il cambiamento molte volte spesso non lo ricordiamo, e questa amnesia ci porta dritti nella paura nonostante sia il nostro più grande potere, quello che fa emergere talenti nascosti che portano ricchezza e gioia.

Siamo stati fatti nell’amore, e la gioia è una delle sue estensioni. Ricordarlo è il primo passo e se sapremo mantenere vivo questo ricordo, non ci sarà evento che possa scalfire la nostra gioiosa essenza.

Lucia Merico

Classe 1957, dunque diversamente giovane e tante esperienze che spaziano dallo sciamanesimo alla programmazione neurolinguistica, dalle tecniche energetiche alla ricerca di sé attraverso il perdono. E poi il femminile declinabile al maschile, un libro: PROFESSIONE SPIRITUALCOACH Gesù è più felice quando viaggia in Porsche,  scritto con intensità e che racconta la mia storia, uguale a quella di molte donne e uomini. E una missione: sostenere nella trasformazione chiunque desideri rendere la propria vita un capolavoro.

Ogni giorno, ogni attimo della mia vita è dedicato alla missione che ho scelto e accettato, e ogni persona che entra in contatto con la mia energia - puoi starne certa - conosce un po’ di più sé stessa, e viceversa.

Ho una visione che ispira e guida il mio cammino, appoggiando le basi sulla volontà di generare un mondo fatto di persone che conoscono profondamente e consapevolmente sé stesse e il proprio scopo di vita per un’evoluzione necessaria e planetaria. Ambiziosa visione? Certamente, ne sono consapevole.

Ci vediamo presto.

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