In questo mese di giugno mi sono lasciata guidare dal Verde, non un Verde qualunque, ma un Verde che parla di crescita, coraggio, pazienza e visione.

E come accade da tempo dentro Sognosoloacolori, a indicarmi la strada sono stati i libri. Questo mese ho scelto tre storie dedicate a donne visionarie e creative, molto diverse tra loro ma unite da un filo Verde sottile, la capacità di immaginare un mondo personale, dargli forma e continuare a coltivarlo nel tempo. Sono Niki de Saint Phalle, Alba Donati e Giovanna Garzoni.

Il Verde della visione: immaginare il proprio regno

Il primo libro è “Volevo un regno più grande. Niki de Saint Phalle*” di Lorenza Pieri, che racconta Niki attraverso uno dei suoi luoghi più potenti, il Giardino dei Tarocchi in Maremma, il suo “regno più grande e magico”.

Mi colpisce sempre questa immagine del regno, non come qualcosa di distante o fiabesco, ma come uno spazio interiore da riconoscere e costruire. Niki de Saint Phalle non si è limitata a immaginare il suo regno, lo ha abitato, rendendolo materia e colore.

Il suo Verde non è solo natura, è desiderio creativo, è il coraggio di dare forma visibile a qualcosa che prima esisteva soltanto dentro di sé, è una domanda potente e diretta: “qual è il mio regno più grande?”

Il regno che ci appartiene non deve essere necessariamente un giardino monumentale, può essere un progetto o un nuovo lavoro. É così che il Verde, in questa prima tappa del nostro viaggio estivo, ci invita a non restare ferme dentro ciò che già conosciamo, ma ad ascoltare ciò che, dentro di noi, ancora chiede spazio per nascere.

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Il Verde del progetto: dare forma alla visione

La seconda storia è quella di Alba Donati e del suo libro “La libreria sulla collina”. Qui la visione scende a terra, diventa luogo, scelta e lavoro quotidiano. Il libro racconta la decisione di Alba Donati di cambiare vita per aprire la Libreria Sopra la Penna a Lucignana, tra le colline della Garfagnana.

Qui il Verde diventa pazienza, costruzione fatta gesto dopo gesto, perché una visione, per crescere davvero, ha bisogno di trovare una forma concreta. Spesso pensiamo che avere una visione significhi già sapere tutto, avere il piano perfetto, mentre invece molte volte significa solo riconoscere una direzione e avere il coraggio di cominciare da un primo gesto.

Alba Donati ci ricorda che una visione può diventare una libreria, un presidio di bellezza capace di richiamare persone anche da lontano, e così il Verde diventa il colore del possibile che mette radici, senza chiederci di fare tutto e subito, ma soltanto di scegliere una direzione e di fare un primo passo per raggiungere la meta.

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Il Verde dello sguardo: coltivare ciò che cresce

La terza tappa ci porta dentro un Verde più silenzioso, quasi botanico, con “Giovanna Garzoni. Un voto d’amore” di Anna Paolini, un albo illustrato dedicato a un’artista profondamente legata alla natura e ai dettagli più minuti.

Giovanna Garzoni ci insegna un’altra qualità della crescita, l’osservazione. Non basta immaginare una visione, non basta nemmeno darle una prima forma, a un certo punto bisogna imparare a guardarla davvero, a capire di quale cura ha bisogno, a riconoscere cosa la nutre e cosa la soffoca.

Il Verde, qui, diventa cura, lentezza e attenzione. In un tempo che ci spinge sempre a produrre e a mostrare, Giovanna Garzoni ci riporta alla delicatezza dello sguardo, ricordandoci che anche un fiore o una foglia possono diventare universo se impariamo a osservarli. Perché ogni progetto ha bisogno di uno sguardo che lo accompagni, e crescere non è solo aggiungere, a volte è togliere, lasciare andare ciò che occupa troppo spazio, per fare luce intorno a ciò che desideriamo far fiorire.

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Tre libri, tre passaggi, una sola domanda Verde

Riguardando insieme queste tre storie, mi sembra che il Verde di giugno ci accompagni attraverso tre passaggi profondamente collegati tra loro, con Niki de Saint Phalle impariamo a immaginare il nostro regno più grande, con Alba Donati cominciamo a dargli una forma concreta e con Giovanna Garzoni impariamo a coltivare lo sguardo paziente che lo farà crescere nel tempo. Perché prima arriva la visione, poi il progetto e infine la cura.

Ed è forse questo il messaggio più bello che il Verde ci consegna, non dobbiamo avere tutto pronto per iniziare a crescere. Possiamo partire da una parola, da un’immagine o semplicemente da un libro che ci ha ispirato. Il Verde ci insegna che la crescita non è mai soltanto esterna, ma è soprattutto interiore. É così che ogni visione, per diventare reale, prima ha bisogno di essere scelta, poi nutrita e infine abitata, giorno dopo giorno.

LaMichi

Michela Bellomo

Mi chiamo Michela Bellomo, ma tutti mi conoscono come LaMichi, sono brand creator, color strategist e communication manager.
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