Keith Haring, giallo ocra e gioia di vivere

Di Priscilla Venturacci

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“Un muro è fatto per essere disegnato, un sabato sera per fare baldoria e la vita è fatta per essere celebrata” - Come non essere d’accordo con l’artista pop più colorato di sempre, Keith Haring?!

Uno dei miei ultimi acquisti è un top in seta color ocra. Mi piace tantissimo, ma a dire il vero è passata tutta l’estate e non sono mai riuscita a metterlo. Come mai, mi chiederete?!

La verità è che quando lo indosso mi vedo subito catapultata in autunno, e quindi aspetterò un po’ per sfoggiarlo in giro con una bella gonna nera o, meglio ancora, marrone - combinazione meravigliosa e molto azzeccata visto che l’ocra è un colore “fatto” di giallo e marrone 😉

Quando ho saputo che il colore di questo mese per Sognosoloacolori sarebbe stato l’Ocra Haring, la mia nuova “magliettina” mi è venuta subito in mente… e sicuramente con l’arrivo dell’autunno vedremo in giro tante tonalità di giallo, visto che è il colore guida Pantone per il 2021, ma sicuramente l’ocra è la tonalità che si sposa meglio con questa stagione tanto amata, dove il fresco prende il posto del caldo torrido dell’estate e i colori caldi e accoglienti invadono i paesaggi, i cibi, le decorazioni delle case e gli armadi, prima dell’arrivo prepotente del nero e del grigio dei cappotti invernali!

Devo dire che mi ha intrigato molto l’abbinamento del colore Ocra con l’artista Keith Haring. A pensarci non vedevo un legame diretto tra il colore e questo artista, uno degli esponenti del movimento Pop Art.

Haring è da sempre un artista che adoro. Adoro i suoi elementi ripetuti, gli omini, i cani, i televisori, le ali, i cuori ecc ecc. Adoro le linee che utilizza per dare la sensazione di movimento ai disegni. Da ragazzina disegnavo e scrivevo sempre con queste linee, ero sicuramente influenzata dai vari murales di graffiti a São Paulo in Brasile dove ho vissuto la mia infanzia e adolescenza fino ai miei trent’anni.
La street art, in particolare i graffiti, è molto presente a São Paulo. Ogni sottopasso della città è colorato in questo modo. Sicuramente negli anni 80 e 90 gli artisti erano vivamente influenzati da Haring e dal suo modo di fare arte per le strade.

Il primo ricordo che ho di Keith Haring risale ai tempi dell’Università di Moda quando la storia dell’arte ha avuto una grande influenza su di me e sui miei gusti. Ricordo una sua mostra sempre a São Paulo, bellissima, immersiva. In questa mostra ho imparato che attraverso la sua arte trattava temi molto scomodi, come l’ingiustizia sociale, la droga, il razzismo, l’omosessualità e l’Aids, virus che ha contratto e che a causa delle complicazioni lo ha portato alla prematura morte alla sola età di trentuno anni. Nonostante tutto ciò, la sua arte è piena di colori, divertimento e gioia di vivere! Quindi non potevo non amarlo dal primo instante che l’ho conosciuto.

 

 

Come spesso succede, l’arte e la moda vanno a braccetto. E con Haring non poteva essere diversamente. Insieme alla ribelle della moda e pioniera del punk, la stilista Vivienne Westwood, in una New York frizzante negli anni 80, nasce la collezione Witches. La più colorata di sempre di Westwood, con i disegni e segni di Haring riprodotti su maglia, una vera potenza creativa, indossata spesso dalla regina del pop Madonna!

 

 

 

Tre anni fa, invece, ho potuto ammirare uno dei suoi murales più famosi: Il TuttoMondo a Pisa, dipinto dall’artista nel 1989.
È bellissimo e non manca l’elemento chiave che rende la sua opera riconoscibile da tutti: gli omini, che si trasformano in oggetti, che si intrecciano, che volavo, che portano bimbi in braccio, che entrano dentro se stessi, che sono “quattro”, che sono le dita di una mano, che sono forbici o serpenti o papera. Insomma, “tutto il mondo” rappresentato, in una “tela” gigante che, neanche a farlo apposta, ha come colore predominante l’ocra!

Svelato l’arcano della scelta del mese di Sognosoloacolori?! Per me si, assolutamente!!

Priscilla Venturacci

Priscilla Venturacci

Sono Priscilla Venturacci e arrivo dal colorato Brasile, paese dove ho vissuto fino ai miei 30 anni e dove ho conseguito la laurea in Disegno di Moda. Ho lavorato per anni nella azienda di famiglia creando abiti per bambini e una volta in Italia, con valigie piene di stoffe e tessuti colorati e fantasiosi, ho iniziato a cucire borse e pupazzi con i quali ho partecipato a dei mercatini di artigianato e design.

Qualche anno dopo ho creato The Fabric Tale (l’unione tra le parole Fairy Tale “Fiaba” e Fabric “Stoffa”) dove con i miei laboratori, i miei kit creativi, la mia passione per tutto quello che è fatto a mano e i miei racconti, apro la strada a bambini e adulti attraverso la moda, l’arte e il divertimento, nella scoperta della propria creatività e fantasia!

Da un po’ di tempo a questa parte ho molto a cuore anche il tema della sostenibilità, e sogno un mondo più pulito da lasciare alla mia bambina.

 

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