Di Patrizia Arcadi

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Prima di scrivere questo articolo ispirato al rosso, ho riletto la definizione di creatività e, tra gli altri significati che ho trovato, mi sono soffermata su quello che la vuole come la capacità di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze.” (Treccani).

Leggendo queste parole, la mia prima considerazione è stata “Non c’è nulla di più creativo dell’imperfezione”, perché è nell’imperfezione che troviamo la sensibilità per metterci in discussione e trovare alternative e possibili nuove soluzioni. A dirla tutta, è proprio accettare l’imperfezione che ci permette di tendere al miglioramento, ad acquisire nuove conoscenze e trarre il meglio dalle nostre esperienze, comprese quelle negative. O meglio, soprattutto da quelle negative, dagli ostacoli e dagli errori.

L’essenza dell’imperfezione e della sua accoglienza, infatti, è ammettere sbagli, curve, svolte e ostacoli, è riconoscere l’imprevisto come possibilità, gestendo con flessibilità le variabili della vita.

Questa flessibilità, questa apertura accettante verso la nostra realtà sono elementi comuni a chi ha un’attitudine creativa, in quanto persona dotata divirtù creativa, capacità di creare con l’intelletto, con la fantasia. In psicologia, il termine è stato assunto a indicare un processo di dinamica intellettuale che ha come fattori caratterizzanti: particolare sensibilità ai problemi, capacità di produrre idee, originalità nell’ideare, capacità di sintesi e di analisi, capacità di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze.” (diz. Treccani)

Il processo di accettazione di sé e delle proprie imperfezioni, quindi, è un percorso creativo, perché permette di strutturare in modo nuovo la visione di noi stesse, mettendo in discussione le nostre convinzioni e considerando le nostre esperienze da un punto di vista nuovo, con una prospettiva mai adottata prima.

La creatività è, a tutti gli effetti, una risorsa, che possiamo adottare per affinare la nostra capacità di accettazione di noi stesse, per accogliere l’imprevisto e ciò che sfugge al nostro controllo, per praticare quell’’”imperfezionismo” che ci permette di integrare l’imperfezione nella nostra vita con auto compassione, con un atteggiamento verso i propri limiti propositivo e tutt’altro che passivo o rassegnato.
Per favorire un approccio costruttivo e protagonista che ci porta a chiederci “Cosa posso fare io con ciò che ho a disposizione, in questo momento? Come voglio migliorare questo aspetto di me avendolo prima accolto e accettato?”.

Utilizzare la propria creatività al servizio dell’accettazione delle proprie imperfezioni, quindi, vuol dire riscoprire le proprie qualità e risorse, dar loro nuova luce, concedersi di essere come si è. E quindi darsi l’occasione per usare le proprie capacità al meglio per cogliere ciò che la vita ha da offrire, assumendosi la responsabilità del proprio cambiamento.

 

Come coltivare la creatività al servizio dell’imperfezionismo

Ph. Tamara Bellis

 

Ecco qualche strumento per te che vuoi allenare la creatività al servizio dell’imperfezionismo.

STEP 1
Allena il “tempo creativo” per far emergere il tuo estro
Nel suo libro “La via dell’artista”, l’autrice Julia Cameron suggerisce diversi esercizi per darsi il permesso di essere creativi. Eccone alcuni che puoi mettere in pratica da oggi:

1) Fissa un appuntamento con l’artista che è in te, per iniziare ti basterà una mezz’ora alla settimana, poi pian piano potrai aumentare il tempo se lo vorrai. Passa al punto due per capire cosa fare in quel tempo!

2) Fai un elenco delle attività che siano per te creative, che ti piacevano da bambina, che hai chiuso nel cassetto o che in generale ti piacerebbe svolgere: attingi da questo elenco per stabilire cosa fare durante l’appuntamento settimanale con l’artista.

3) Pianifica il tuo appuntamento, la creatività va coltivata cercando di andare oltre le convinzioni che vogliono che quello dedicato alle attività creative sia tempo perso (anche perché è tempo dedicato a noi stesse per cui di solito ci sentiamo in colpa). Quindi, fissa in agenda il tuo appuntamento e mettiti all’opera per rispettarlo!


STEP 2
Fai pratica di “imperfezionismo
Una volta allenata la creatività, sarà più semplice fare pratica di imperfezionismo con attitudine aperta e creativa.
Ecco alcune ispirazioni per te:

1) Riconoscimento e Gratitudine
Con gratitudine, dai il merito alla tua parte perfezionista e a ciò che ti ha permesso di realizzare. Tieni traccia dei traguardi raggiunti e individua da che punto in poi questa modalità diventa faticosa, eccessiva e poco funzionale. Questo sarà uno spunto per capire come – passando al punto 2 – potrai adottare soluzioni sostenibili per te per cambiare approccio!

2) Trova un’alternativa. La chiave? La sostenibilità.
Proprio così, imperfezionismo significa capire quale possa essere per noi un’alternativa sostenibile al perfezionismo riservandoci comprensione e compassione. Senza necessariamente stravolgere le nostre abitudini, è sufficiente fermarci e chiederci: quale atteggiamento perfezionista sarei automaticamente portata a mettere in atto, in questo momento? C’è un’altra opzione che posso scegliere e che possa andare bene per me provare in questo momento? Cosa mi richiede uno sforzo che posso sostenere in questo cambiamento?

3) Datti il permesso
Crea un elenco di ciò che ti concedi il lusso di essere, pensare, provare.
Fai una lista dei tuoi permessi imperfetti, quelli che, una volta assecondati, ti faranno sentire di essere stata pienamente te stessa. Compreso quello di sbagliare! Io, ad esempio, dopo aver scritto questo articolo, mi darò il permesso di sedermi sul divano con una tazza fumante a sfogliare una rivista nel bel mezzo di un pomeriggio lavorativo!

3) Fai le cose che non ti vengono bene
Tutte noi siamo convinte dell’esistenza di una serie di cose che non siano “da noi”, perché non rientrano nell’idea che abbiamo della nostra persona, in ciò che crediamo gli altri si aspettino, in ciò che si dovrebbe o non dovrebbe fare, o che addirittura ci precludiamo perché siamo convinte di noi riuscire a svolgere.
Per allenare l’imperfezionismo con creatività, scegli una o più cose “non da te”, che non ti riescono mai e prova a farle. Può trattarsi di preparare una torta, ballare o cantare, di disegnare a mano libera per decorare dei biglietti di auguri, di fare la ruota in mezzo al parco.
Potrebbe sorprenderti scoprire che non farle “bene” non ha alcuna conseguenza disastrosa e che, anzi, potrebbe far parte del divertimento!

Infine, ecco altri spunti per coltivare l’imperfezione con sguardo aperto e creativo:

– “Regalati l’imperfezione”: il percorso gratuito online che per tutto il mese di dicembre propone un vero e proprio elogio dell’imperfezione, per imparare ad accettarla e a introdurla nella nostra vita con leggerezza e divertimento. Puoi iscriverti qui!

– Sul mio blog trovi tanti articoli sul tema per approfondire: www.patriziarcadi.it/blog

– E, se lo desideri, scrivimi a patrizia@patriziarcadi.it per fissare la tua sessione conoscitiva gratuita e parlarne con me!

Ti aspetto

 

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Patrizia Arcadi

Sono Patrizia Arcadi, La Coach Imperfetta: ti aiuto ad accettare e accogliere l’imperfezione, riscoprendo il coraggio di essere te stessa.

Lavorando con me potrai:
– sentirti più sicura di te e delle tue decisioni, nella vita privata e nel lavoro
– metterti al primo posto senza sentirti in colpa
– riconoscere il tuo valore
– dire la tua con sicurezza
– apprezzarti e star bene con te stessa