Di Simona Calavetta

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“La cura per ogni cosa è l’acqua salata: sudore, lacrime, o il mare.”
(Karen Blixen)

Tanto tempo fa, non ricordo più dove, ho letto che raccontare i propri problemi al mare, magari mentre si nuota e le onde ci lavano via le lacrime dal viso, sia un toccasana per alleviare i pesi che gravano sul cuore. Cosa c’entra questo col colore del mese? Beh, il mare più cristallino è, in effetti, turchese; perciò non deve stupire che il più delle volte, anche se non ci troviamo in spiaggia, basta osservare questo colore per ricevere una sensazione di serenità. E perché no, magari di vacanza dai pensieri quotidiani. Come se fossimo in gita al mare, appunto.

Il legame del turchese con l’elemento acqua lo rende un colore tanto “sensibile” quanto inafferrabile, pronto a sorprenderci. Per esempio, non è strano che una tinta così sognante sia, secondo la teoria del colore di Johannes Itten, anche la più fredda di tutte? La risposta sta in parte nel fatto che ogni percezione è soggettiva, e in parte nella natura cromatica del turchese, che è complessa e sfaccettata. In esso sono riuniti i valori introspettivi, emozionali e rilassanti del blu, l’equilibrio, il senso pratico e la tenacia del verde, e la leggerezza e la quiete del bianco, che lo rende un colore chiaro.

Ph: Alina Ponce per Pixabay

La gentilezza è una gemma preziosa

Come il blu, anche il turchese è legato alla sfera della comunicazione. Alcune tra le gemme associate al V Chakra, il punto energetico preposto alla voce, sono appunto turchesi, larimar e amazzoniti, che presentano bellissime sfumature del medesimo colore. In particolare, si dice che la pietra del turchese abbia la capacità di assorbire o rilasciare il rame di cui è composto, e ciò può determinare un cambiamento di sfumatura – più verde o più azzurra – della gemma, a seconda della persona e delle condizioni psicofisiche in cui viene indossato. È una pietra, quindi, che favorisce lo scambio.

Serenità, freschezza, predisposizione a comunicare… il color turchese sembra il testimone ideale per rappresentare l’empatia, l’ascolto partecipe e la gentilezza discreta. Discreta perché non invadente, bensì rispettosa degli spazi e dei tempi altrui. I colori a base blu, infatti, specie se chiari, ci appaiono distanti, come il cielo limpido. Il turchese non ha l’energia esuberante dei colori caldi o la dolcezza coccolona dei rosa; piuttosto, è come se ci incoraggiasse sorridendo, con un tranquillo: “Parla, ti ascolto”.

Ph: FlitsArt per Pixabay

Il turchese in armocromia

E l’armocromia? Non può mancare! Per chiunque ami il turchese, la bella notizia è che l’intera famiglia del blu-verde può essere considerata un passe-partout, perché difficilmente sta male a qualcuno. Le sfumature sono tante e, naturalmente, i tipi Primavera prediligeranno quelle più vivaci e luminose, mentre l‘Estate quelle più fresche e delicate; le persone Autunno staranno meglio nei toni di turchese intensi e tendenti al verde, mentre le Inverno in quelle più decise e tendenti al blu. Nel suo libro I colori della bellezza (Color Me Beautiful), Carole Jackson indica il color acqua chiaro tra le tinte che qualsiasi cromotipo può indossare con buoni risultati, e la versione scura del blu-verde, il blu petrolio, sottolinea ogni viso con un tocco di raffinata eleganza.

Insomma, il turchese è un colore tutto da sperimentare!

Ph: Starbright per Pixabay

Marina Galbiati

Sono nata a Roma da madre sarda e padre siciliano, nello stesso anno in cui è stata fondata la Apple e i Queen lanciavano “Somebody to Love”. Ho tante passioni: la musica classica, la natura, il cinema, la storia, i romanzi di Jane Austen. Sono una consulente colore e sono stata una sceneggiatrice di fumetti anche se ho iniziato come illustratrice specializzata in acquerello. Proprio studiando illustrazione, nella seconda metà degli anni ’90, mi sono appassionata alla teoria e psicologia del colore e all’armocromia. Ancora oggi vado matta per tutto ciò che approfondisca come le diverse sfumature possano fare la differenza sulla nostra immagine e sulle nostre emozioni. Non a caso mi sono formata nell’innovativo metodo RAH Colours, che individua per ciascuno le sfumature che suscitano benessere, perché l’inconscio le collega a ricordi felici. Sono materie che non smetto di approfondire, per consigliare anche a te le tonalità che ti fanno apparire più radiosa e sentire più felice.

simonacalavetta.blogspot.com