Il dovere e la passione

Di Federica Cantrigliani

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Prendo spunto da un intervento di Igor Sibaldi che recita:

 

«Normalità viene da norma. E le norme sono doveri. S’intende, doveri verso gli altri, doveri imposti dagli altri.

Così, se una persona normale si domanda Cosa mi piace? in realtà sta pensando a cosa le DEVE piacere.

Se si domanda Cosa è vero per me? in realtà sta pensando a cosa DEVE essere vero per lei.
E pensa così perché ha imparato a non fidarsi di ciò che sente, di ciò che pensa, di ciò che vuole.
Quindi la normalità è un addestramento, e il suo contrario non è l’anormalità, ma la fiducia in se stessi. »

 

E’ un concetto su cui mi trovo spesso a lavorare con le mie clienti )molto più con le donne che con gli uomini, ahimè) perché è come se, un po’ per condizionamento sociale e culturale, un po’ per educazione, non riuscissimo mai a capire cosa volgiamo. O meglio, cosa vogliamo va sempre in coda a cosa dobbiamo. Dobbiamo per lavoro, per la famiglia, per i figli, per tutti tranne che per noi. E come se noi venissimo dopo, fossimo in coda a una serie di devo che annientano e soffocano i nostri voglio. Almeno fino al giorno in cui ci scontriamo con la realtà: i figli crescono, ci lasciano a casa dal lavoro, il nostro compagno ci delude e chi più ne ha più ne metta e noi non sappiamo più chi siamo, non ci riconosciamo più nemmeno guardandoci allo specchio.

 

La sindrome di Wonder Woman

E tutte, almeno una volta ne abbiamo sofferto, siamo sincere. E’ quella strana condizione che ci fa pensare di essere invincibili e in grado di fare tutto senza fermarci mani, nemmeno a dormire, illudendoci di avere una scorta inesauribile di energie che invece piano piano ci logorano dentro. Bene, ora ti svelo un incredibile segreto: non è così! Anzi troppo spesso ci stressiamo e basta incastrate in un vortice negativo fatto di stanchezza, rabbia e frustrazioni.

Nella sua variabile peggiore, detta anche sindrome della crocerossina (la conosci, eh), tendiamo addirittura a illuderci di poter curare, cambiare o peggio ancora salvare qualcuno. Anche qui ti prego lascia perdere, non puoi salvare nessuno se non te stessa. Se ti ritrovi in questa situazione fai di tutto per liberartene al più presto.

 

 

Come fare allora?

Impara a non caricarti troppo: pianifica e delega. Spesso lasciare andare e pensare a te stessa non è egoismo ma la chiave del benessere non solo tuo ma di tutte le persone a cui vuoi bene. Anche in aereo te lo dicono: prima ti metti la mascherina tu e poi la metti ai bambini, perché se tu cedi e crolli è finita. Quindi, ferma tutto, fai un respiro profondo e concentrati su cosa vuoi davvero oggi e non cosa vorrai domani o in futuro. So che spesso non è facile.

Approfitta del colore rosso che è simbolo di forza e vitalità ma aiuta anche la circolazione e la sicurezza interiore e riprenditi i tuoi spazi All'inizio non sarà facile, lo so, ti sembrerà di perdere il controllo e ti sentirai come in alto mare ma credimi, alla fine ti sentirai meglio e ci guadagnerai in termini di salute ma anche i termini di autorealizzazione e felicità sprigionando energia positiva anche nei confronti delle persone che ti stanno intorno. La passione è contagiosa e più si dilaga possiamo diffonderla: un virus che non fa sicuramente male!

 

Federica Cantrigliani

Sono Federica e il mio scopo è rendere i liberi professionisti più felici nel loro lavoro. Sono una psicologa specializzata in branding e una coach umanista, mi definisco una ikigai specialist perchè mi occupo di personal branding partendo dall’identificazione della vocazione, delle potenzialità, delle competenze e delle peculiarità uniche di ogni persona. Perché l’importante non è cosa fai ma perchè lo fai!

 

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