La sfortuna di Van Gogh

Di Federica Cantrigliani

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Partiamo dalle basi, Van Gogh grandissimo artista è morto povero. Perché secondo te? Qui potremmo veramente aprire infinite porte, in realtà, uno dei punti focali è che malgrado la sua bravura lui per primo non ci credevo abbastanza. Soffriva forse di quella che oggi chiameremmo sindrome dell'impostore e, sicuramente, in alcuni momenti ha perso di vista quella che era la sua meta finale, la sua arte, perdendosi dietro confronti e paragoni non sempre utili o costruttivi.
Allora come possiamo evitare di cadere negli errori del nostro povero Vincent?

Partiamo dal tenere sotto controllo il nostro critico interno che come un vero bastardello mina ogni nostra sicurezza. Quello della sindrome dell’impostore è un tema che mi è caro e a cui spero di poter contribuire per debellarlo dalla faccia della terra.
Pensa che secondo l’International Journal of Behavioral Science colpisce circa il 70% delle persone (e credo che, purtroppo, una buona parte sia di sesso femminile). Se hai mai pensato di non essere abbastanza (brava, competente, creativa, metti tu l’aggettivo), se dai il merito alla fortuna (o San Culo (come ama ripetere la mia amica Emilia) quando hai successo o se ti colpevolizzi troppo per ogni errore o fallimento, eccoti, sei anche tu nel club di chi soffre di questa piaga. E allora come ci si libera di questa sindrome?

 

 

Iniziando a zittirla, liberando la mente (un po’ di meditazione aiuta sempre) e cambiando prospettiva, imparando a osservare le cose da nuovi punti di vista con il giusto riconoscimento (quando ce lo meritiamo) o con un’analisi accurata in caso di errore (senza colpa che non serve a niente e a nessuno). Il nostro impostore, lo mandiamo in pensione quando impariamo a costruire alleanze positive, sane e produttive e, soprattutto, segnatelo bene, impariamo a mantenere il focus su di noi, smettendo di guardare quello che fanno gli altri (eh, mio caro Vincent se non ti fossi fissato così con Gaugain, forse…), imparando anche a accettarci per ciò che siamo, cambiando ciò che possiamo e perdonandoci per i nostri errori o imperfezioni (nobody is perfect, remember this).

E poi?

Mantieni il focus. Questa è la cosa più importante. Spesso quando il maledetto impostore si palesa cosa fa? Ci fa notare che “gli altri” sono più bravi di noi (eccoli di nuovo Vincent che guarda Paul e non si da pace) che sanno fare le cose meglio, sanno comunicare meglio e probabilmente sanno fare magie, non come noi che siamo al pari del povero Calimero ma senza un carosello dedicato a noi. Ecco, questo “sentirsi sfigati” è la prima cosa da eliminare. Hai presente quando da piccola ti ripetevano “Me se pica palla si buttasse da un ponte lo faresti anche tu?” Qui è la stessa cosa. Ma perché ti paragoni ad altri? Ma perché non ti concentri su di te, su quello che vuoi, ami, ti diverte e ti fa sentire viva? Lo so che gli altri sembrano “meglio” ma, soprattutto nel tempo dei social, ricordati che l’essere e l’apparire non sempre coincidono ma che tu puoi senza dubbio alcuno lavorare su di te, scegliere di cambiare quello che non ti piace (per te, non per qualcun altro) e fare tutto ciò che desideri (si, anche le magie se vuoi).

 

 

Vuoi (ri)prendere in mano la tua vita personale o professionale? Ti lascio un esercizio semplice: rispondi a queste domande.

  1. Descriviti in 3 aggettivi, in cosa ti rappresentano e perchè
  2. Quali pensi siano i tuoi punti di forza e come li utilizzi (soprattutto nei momenti difficili)
  3. Cosa ti piace del tuo lavoro e della tua vita, cosa vorresti cambiare e cosa senti che ancora ti manca
  4. Quali sono le tue passioni, cosa ti piace fare e perchè

Quattro semplici domande, non esistono risposte giuste o sbagliate ma solo sincere. Una volta che hai risposto (per iscritto, mi raccomando, non solo a mente) lasciale decantare un paio di giorni e rileggile e costruisci la tua visione da qui a cinque anni partendo da qui, da quello che hai e da quello che ami. Questo è un punto di partenza per iniziare a focalizzarti su di te.

Se vorrai condividerle con me e con il team di Sognosoloacolori saremo felicissime di confrontarci con te.

Ti aspettiamo!

Federica Cantrigliani

Sono Federica e il mio scopo è rendere i liberi professionisti più felici nel loro lavoro. Sono una psicologa specializzata in branding e una coach umanista, mi definisco una ikigai specialist perchè mi occupo di personal branding partendo dall’identificazione della vocazione, delle potenzialità, delle competenze e delle peculiarità uniche di ogni persona. Perché l’importante non è cosa fai ma perchè lo fai!

 

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