Di Patrizia Arcadi

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Come mi è capitato per molto tempo con l’arancio, anche il marrone è stato per un bel pezzo un colore che non mi attirava e che rifiutavo.

Da quando collaboro con Sognosoloacolori e mi occupo di suggerire come integrare le caratteristiche e i messaggi dei colori nella vita di tutti i giorni con esercizi e spunti di coaching, ho deciso di andare a fondo del mio rapporto con il colore. Terreno che è rimasto inesplorato a lungo e che ora mi sta dando tantissime soddisfazioni e mi sta aiutando a chiarire molte cose di me.

Ho scoperto così che chi non apprezza questo colore (o meglio lo rifiuta, come facevo io) non è propenso ad ammettere né a concedersi le debolezze e si preoccupa molto di soddisfare le aspettative altrui e del giudizio di chi gli sta accanto.

Un ritratto perfetto della “me di qualche anno fa” e di come non mi concedessi alcuna debolezza, pena sentirmi inadeguata e sempre insoddisfatta di me, tanto da connotare anche la mia emotività come segno di estrema fragilità e come un limite alla forza che avrei voluto avere.

È stato così finché un impegnativo lavoro su me stessa non mi ha aiutato ad accettare le mie debolezze e quelle che io vedevo come imperfezioni, a riconoscere che ciò che non apprezzavo di me, in realtà poteva essere accolto e riconosciuto come un mio tratto distintivo, una mia forza, contrariamente a quanto pensassi.

Nel tempo, ho iniziato a chiamarla la forza della debolezza ed è così che ho imparato a capire che – integrando le parti di me che non accettavo, accogliendo gli ostacoli e imparando a vedere le mie risorse per poterli superare – ciò che avevo fatto in realtà era stato praticare la resilienza.

 

L’arte fare con ciò che c’è e di far emergere ciò che serve

Ph. Ramez E Nassi / Unsplash

 

Proprio così: avevo subìto e accusato il colpo di essere differente da come desideravo, di essere diversa da ciò che pensavo gli altri si aspettassero e avevo ricostruito me stessa, portando dentro e su di me i segni di quella fatica, ma anche la ricchezza di quell’esperienza e di quanto avevo imparato di me e della vita.

Perché la resilienza (termine che dalla fisica è stato adattato al comportamento di noi essere umani) è proprio questo: la capacità di adattarsi e di proseguire, concentrandosi non solo su ciò che di negativo è accaduto o ciò che non c’è, ma di ricostruire se stessi rimanendo positivi e mantenendo un approccio propositivo.

Le persone resilienti hanno delle qualità che consentono loro di superare gli ostacoli senza abbattersi e di nutrire così il loro ottimismo, la stima di sé, la fiducia in se stesse e negli altri, la forza, il coraggio.

Lo ero anche io? Ebbene sì, ero resiliente perché avevo praticato l’arte di andare avanti con dell’accettazione e slancio verso il futuro.

 

L’arte di andare avanti

Ph Paz Arando/Unsplash

 

È stata la lettura del libro “L’arte di andare avanti” di Jorge Bucay a consacrare la visione di me come persona resiliente e a ispirarmi a identificare la resilienza come la capacità di andare avanti, appunto.

Nel suo libro, l’autore medico e psicoterapeuta, indica venti passi per raggiungere la propria realizzazione facendo appello a tutte le nostre potenzialità e acquisire la consapevolezza di possederle.

Un vero e proprio incoraggiamento all’ottimismo, alla propositività, alla concretezza e alla proiezione al futuro, in un cammino in cui superare le sfide dell’esistenza umana.

Ecco i primi dieci aspetti su cui Bucay ci invita a lavorare:

  1. Impara a conoscere te stessa: questo passo si riferisce all’importanza di conoscersi a fondo, di togliersi la maschera e mostrarci così come siamo (anche a noi stesse). In particolare di rispondere a tre domande cruciali: “Chi sono?”, “Dove vado?”, “Con chi?”.
  2. Scegli di essere libera: con riferimento a “concedersi” di essere libere, nel permettersi di godere della propria libertà di scelta tra diverse possibilità, di “non definire impossibile ciò che in realtà non lo è”, per non convincerci di non avere alternative e per scegliere con onestà e senza paura. E ricordarsi che se anche a volte potrà sembrare di non avere scelta, avremo sempre la possibilità di decidere come reagire.
  3. Apriti all’amore: inteso come la propensione a nutrire vero interesse verso gli altri e dare all’altro la possibilità di essere libero e di scegliere per sé.
  4. Abbandonati alla risata: aggiungere alle nostre vite il buonumore è fondamentale per vivere a pieno il cambiamento e superare le difficoltà, aprirci a una vita nuova e a una rinascita. Non solo, Bucay si riferisce anche alla capacità di ridere di se stessi davanti agli errori, come segno di aver accettato che non è nella perfezione che risiede la soddisfazione di noi stessi.
  5. Accresci la capacità di ascoltare: parlare di meno e ascoltare di più significa non innamorarsi delle proprie opinioni e delle proprie idee, non fossilizzarsi sulle proprie convinzioni, ma concentrarsi sugli altri e su ciò che hanno da dire e da insegnarci. Pena non poter imparare nulla di ciò che non conosciamo e non poter crescere.
  6. Imparare ad apprendere con umiltà: riferendosi a quell’atteggiamento di chi è in grado di accettare ciò che siamo, unito al senso di gratitudine per chi è capace di mostrarci come crescere, progredire e arricchirci.
  7. Sii sempre cordiale: essere rispettose, non far scontare agli altri il prezzo delle nostre frustrazioni e insoddisfazioni, riscoprendo il valore della cordialità e della gentilezza.
  8. Dai un ordine alla tua vita: imparare a stabilire le priorità, a distinguere ciò che è importante per giungere alla meta, dando il peso a ciò che lo merita, lasciando andare il controllo sul resto e stabilire un ordine per partire da ciò che conta. Accettando che il nostro ordine (ovvero ciò che conta per noi) può non coincidere con l’ordine altrui.
  9. Trasformati in un buon venditore: ovvero far sì che gli altri possano vedere e conoscere a pieno le nostre capacità e le nostre qualità.
  10. Scegli dei buoni compagni: abbiamo diritto di scegliere chi desideriamo accanto a noi in questo cammino e di godere del piacere di condividere la nostra vita con chi riteniamo meritevole.

    Ed ecco 10 passi ancora più avanti:

  11. Aggiorna ciò che sai senza pregiudizi: facendo attenzione a non concentrarci solo su argomenti nuovi, tralasciando l’approfondimento di ciò che già conosciamo.
  12. Sii creativo: farsi spingere dalla curiosità, cercare risposte innovative, senza temere di perdere la sicurezza e la certezza, aumentando così le nostre possibilità di crescita.
  13. Utilizza bene il tuo tempo: vivere le nostre giornate senza rimandare, né sprecare il tempo a disposizione con sensi di colpa o recriminazioni.
  14. Evita le dipendenze e gli attaccamenti superficiali: lasciar andare l’attaccamento a cose che riteniamo importanti ma che in realtà non lo sono, liberarsi del desiderio di possesso e di accumulo.
  15. Corri i rischi che valgono la pena: il maggiore dei pericoli è vivere una vita senza correre nessun rischio. È importante assumersi dei rischi e capire quali possiamo affrontare, quali sono sfide importanti per noi, scegliendo quelli per cui il beneficio ci compensa del danno a cui ci esponiamo.
  16. Impara a negoziare ciò che è fondamentale: alla base delle relazioni umane c’è la condivisione, tuttavia dobbiamo essere in grado di rispettare i nostri confini e comprendere che è altrettanto importante rispettare quelli altrui. Imparare a “cedere” significa accettare che a volte le rinunce esistono, senza che questo comporti necessariamente rivendicazioni o risentimento.
  17. Allenati senza rivalità: porre fine alla supremazia della rivalità, del primeggiare a tutti i costi, della competizione malsana. Favorendo la parola “competenza”, intesa come capacità e miglioramento continuo nelle attività a cui ci dedichiamo, al termine “competizione”, inteso come lottare per essere migliori degli altri a tutti i costi.
  18. Non avere paura della sconfitta: per favorire la nostra crescita personale non possiamo prescindere dall’errore e dalla necessità di adattarci agli ostacoli e ai fallimenti per riprendere il cammino grazie a ciò che avremo imparato da quella esperienza.
  19. Sii pronta a ricominciare: avere la perseveranza e il coraggio di ricominciare, recuperando da ciò che è stato fino ad ora tutte le lezioni imparate e impiegarle per affrontare la nuova strada che ci si prospetta.
  20. Non dubitare del risultato finale: quando avremo delle difficoltà, quando avremo la sensazione di aver perso la strada, la certezza di ciò che desideriamo ottenere ci restituirà la forza per andare avanti e insistere per realizzare ciò che desideriamo.

Da quale, di questi venti passi, ti senti maggiormente attirata? Su quale senti di volerti concentrare maggiormente?

Se vuoi condividere le tue riflessioni con me, sarò felice di leggerti: scrivimi compilando questo form o commenta l’articolo!

Ti lascio con questa frase dell’autore come ispirazione a coltivare la tua personale forma d’arte di andare avanti:
“Il nostro futuro ha tutte le potenzialità per essere migliore del presente.” Jorge Bucay

Sta’ a te cogliere il segnale per accorgertene!

A presto!

 

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Patrizia Arcadi

Sono Patrizia Arcadi, La Coach Imperfetta: ti aiuto ad accettare e accogliere l’imperfezione, riscoprendo il coraggio di essere te stessa.

Lavorando con me potrai:
– sentirti più sicura di te e delle tue decisioni, nella vita privata e nel lavoro
– metterti al primo posto senza sentirti in colpa
– riconoscere il tuo valore
– dire la tua con sicurezza
– apprezzarti e star bene con te stessa