Di Michela Scomazzon Galdi

***

L’arancione mi ha salvata

dalla malinconia

(Francesca Genti)

 

Tutto il mondo è fatto di fede,

di fiducia e di polvere fatata

(Peter Pan)

 

Agosto è il cuore dell’estate e tutte associamo a questa stagione dell’anno emozioni positive – divertimento, entusiasmo, socialità, fiducia, allegria – emozioni che ben esprime il colore arancio abbinato a questo mese da Sognosoloacolori.

Ogni anno, ad inizio agosto siamo stanche e stressate ma ecco che, finalmente, arrivano le meritate vacanze, spesso sinonimo di viaggi: di scoperta di nuovi Paesi o di città d’arte; viaggi di relax in luoghi di mare, campagna, lago o montagna.

Fatemi un po’ curiosare… Intravedo tante belle donne dalle diverse professioni – imprenditrici, life coach, artigiane, grafiche, esperte di interior design, di armocromia e stile, life coach ecc – alcune sono mamme, mogli, compagne; donne speciali, ognuna con la propria unicità ma tutte, proprio tutte, attirate dal potere dei colori e con la comune passione per la lettura.

Qualcuna di voi ora è comodamente seduta in poltrona. E tu, invece? Sei in super relax su una spiaggia, stesa su una sdraio colorata. Aspetta… vedo anche te! Sei all’ombra di un grande albero in un bel parco cittadino e stai tirando fuori un libro dalla borsa.

Ma… ci sei anche tu! Stanca e sudata ma soddisfatta perché dopo una faticosa scarpinata sei arrivata in vetta e stai entrando per una sosta ristoratrice in un rifugio dolomitico. E dal tuo zaino cosa spunta? Un libro!

Quest’anno il Covid ha suscitato prudenza ed in molte abbiamo preferito programmare le ferie in Italia. Per chi invece non è potuta partire oppure per chi ha evitato di andare all’estero… niente paura!

Vi faro viaggiare io! Allacciate le cinture di sicurezza e mettevi comode: sarà un lungo, affascinante viaggio, in un Paese ricco di meraviglia e spiritualità: il Tibet, anzi il “piccolo Tibet”.

E per le amanti dell’alta quota e dell’avventura, vi avverto: arriveremo addirittura in Himalaya.

So che siete moltissime. Come faccio a farvi viaggiare tutte ma proprio tutte?

 

 

Ma con un libro! L’autore, Paolo Cognetti, appassionato di montagna e di alpinismo, ne ha già scritto molti, tra i quali “Le otto montagne” che nel 2016 ha vinto il Premio Strega. Nel 2018, sempre con Einaudi, ha pubblicato “Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya”:

Sul finire del 2017, e del mio quarantesimo anno di vita, partii con alcuni compagni per la terra di Dolpo, un altipiano nel nord-ovest del Nepal dove avremmo superato passi oltre i cinquemila metri, viaggiando a piedi per circa un mese lungo il confine tibetano”.

Lo scrittore, già in apertura del suo racconto, ci spiega che il Tibet non si poteva raggiungere:

invaso dall’esercito cinese nel 1950, devastato tra gli anni Sessanta e Settanta dalla furia della rivoluzione culturale, e infine inesorabilmente colonizzato dalla nuova Cina capitalista, quell’antico regno di monaci, mercanti e pastori nomadi semplicemente non esisteva più”.

Ma allora dove stiamo andando insieme a Paolo Cognetti ed ai suoi compagni? Ve l’ho anticipato, siamo dirette al “piccolo Tibet”:

“in terra nepalese, sopravvissuto a qualche dimenticanza della storia. Anche sulle mappe Dolpo ha l’aspetto di un’anomalia. Lì dove il Nepal politico, che normalmente si mantiene a sud della catena himalayana […], c’è una regione tutta sopra i quattromila metri, non raggiunta dai monsoni né dalle strade, la più arida e remota e la meno popolata del Paese. Forse lassù, mi dicevo, avrei potuto vedere il Tibet che non esiste più, che nessuno di noi potrà più vedere”.

Questo è il viaggio che lo scrittore si regala per i suoi quarant’anni, adatto a “celebrare l’addio a quell’altro regno perduto: la giovinezza”.

Viaggio non facile perché l’Himalaya è una terra complessa. Bisogna percorrere centinaia di chilometri tra montagne disabitate ma Cognetti non si perde d’animo (e neanche noi!): organizza una vera e propria spedizione con guide (tra le quali Sete, la guida nepalese che dice “magari” al posto di “forse”), portatori, muli, un campo da montare ogni sera e smontare ogni mattina.

Ma il cuore di una spedizione sono i compagni di viaggio, anche se “in montagna si cammina da soli anche quando si cammina con qualcuno”. A Paolo Cognetti si aggiungono Nicola, il recente amico al quale lo legano tante somiglianze, e l’amico più caro –  Remigio – che in 10 anni della loro amicizia non si era mai voluto spostare dal paese di montagna dove era nato e cresciuto.

 

 

Ai primi di ottobre, quando sulle Alpi è in arrivo la neve, il gruppo di amici (li stiamo seguendo anche noi, vero?) sbarca in una calda e polverosa Katmandu. La possiamo vedere anche con i nostri occhi la capitale del Nepal, ci sembra addirittura di essere lì, accaldate ed impolverate, grazie alle parole di Cognetti: nella città c’erano “baraccopoli, quartieri residenziali, cani randagi, scimmie, mendicanti, mucche scheletriche in mezzo alla strada, bambini. Dei templi indù e buddisti di piazza Durbar, danneggiati o del tutto sgretolati dal terremoto di due anni prima, restavano ancora le macerie”.

Seduti ad un bar, davanti ad una birra, lo scrittore e i suoi amici da Katmandu non possono vedere l’Himalaya ma solo immaginarla. E come tutti gli occidentali che arrivano in Nepal, anche l’autore comprende che “la sensazione di perdere tempo diventa quella di doversi abituare a uno scorrere diverso del tempo” (e quanto abbiamo necessità di fare pace con il Tempo noi occidentali!).

Paolo Cognetti ci ricorda che – come quasi tutte abbiamo provato – “è solo quando ci si arrende che si entra nel giusto spirito del viaggio”. Finalmente una mattina arrivano i permessi per entrare in Dolpo ed il gruppo può partire per la montagna.

“Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya” è un piccolo taccuino di viaggio (quello utilizzato dallo scrittore) che ci conduce ad una meta difficile, l’Himalaya: per arrivarci bisogna saper sopportare sforzi, fatica, difficoltà, pesanti condizioni atmosferiche. Bisogna camminare: “camminare era la nostra missione quotidiana, la nostra misura del tempo e dello spazio”.

Paolo Cognetti compie questo viaggio, fisico ed emotivo, attraverso un allontanamento dalla civiltà occidentale – tecnologica, rumorosa, globalizzata e, spesso, infelice – e arriva in un mondo diverso, più spirituale e profondo.

Viaggia con due amici, un libro di culto “Il leopardo delle nevi” di Peter Matthiessen, una cagna nera che l’ha seguito lungo la strada. Incontrerà le stelle alpine a 4700 metri, vedrà le famose pecore azzurre dell’Himalaya (le bharal), camminerà per oltre 300 chilometri, supererà 8 passi oltre i cinquemila metri; esplorerà le valli ma senza raggiungere mai nessuna cima.

Al ritorno, gli rimangono gli amici, l’esperienza spirituale del camminare, quella del “vivere”  il silenzio e, soprattutto, l’esperienza della meravigliosa “dimora delle nevi”, l’Himalaya.

Paolo Cognetti porta con sé – e condivide con noi – il significato ed il segreto delle montagne, che gli si era disvelato anche con la lettura de’ “Il leopardo delle nevi”. L’autore, Matthiessen, aveva scritto:

Il segreto delle montagne è che esistono con semplicità, non come me. Le montagne non hanno significato, esse sono significato, le montagne sono. Io risuono di vita e così le montagne, e quando riesco a sentirlo c’è un suono che condividiamo”.

Una notte, in un eremo, accanto ad un Budda di terracotta, lo scrittore – con le labbra e le palpebre arse dal sole – aveva pensato: “fa che io sappia guardare e fa’ che trovi le parole per raccontare ciò che ho visto”. “Senza mai arrivare in cima” è la dimostrazione  che l’autore ha saputo guardare – non solo con gli occhi ma anche con il cuore – e raccontare ciò che ha visto.

Ora posso solo augurarvi buona lettura e buona camminata ma, mi raccomando, senza arrivare in… cima!

 

 

Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya

di Paolo Cognetti

Casa Editrice: Einaudi

Genere: Diario di viaggio

Anno Pubblicazione: 2019

Pagine: 107

 

PAOLO COGNETTI

Nato a Milano nel 1978, nella sua prima vita è alpinista e matematico (e a volte pensa di non aver mai smesso di essere nessuno dei due!). Nella seconda, lavora nel cinema indipendente milanese come autore di documentari, sceneggiatore e montatore di cortometraggi. Ha dichiarato di aver preso la decisione di voler fare lo scrittore in seguito alla scoperta dei libri di Raymond Carver e dopo aver assistito in un cinema parrocchiale alla proiezione de’ “L’attimo fuggente”. Con Minimun Fax ha pubblicato nel 2004 “Manuale per ragazze di successo”, al quale è seguita nel 2007 la raccolta “Una cosa piccola che sta per esplodere”; nel 2012 “Sofia si veste sempre di nero” e, due anni dopo, “A pesca nelle pozze più profonde”. Con Einaudi ha pubblicato l’antologia di racconti “New York Stories” (2015) e l’anno successivo “Le otto montagne” che è stato tradotto in 38 Paesi e con il quale ha vinto il Premio Strega e il Prix Médicis étranger. Sempre con Einaudi ha pubblicato nel 2019  “Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya”.

 

Consigli in pillole su altri romanzi (per adulti) ambientati in montagna:

  • La montagna incantata, Thomas Mann
  • Le vite dell’altipiano (racconti di uomini, boschi, animali), Mario Rigoni Stern, ed. Einaudi
  • Le otto montagne, Paolo Cognetti, ed. Einaudi
  • Le due chiese, Sebastiano Vassalli, ed. BUR
  • I misteri della montagna, Mauro Corona, ed. Mondadori

 

Consigli  in pillole su storie di alpinismo, autobiografie ed altro:

  • Io, gli ottomila e la felicità, Tamara Lunger (una donna! Wow!), ed. Rizzoli
  • Il corvo timido, Nives Meroi (un’altra donna!), ed. Rizzoli
  • La montagna dentro, Hervé Barmasse, Economica Laterza
  • I miei ricordi. Scalate al limite del possibile, Walter Bonatti, ed. Dalai
  • La mia vita al limite. Conversazioni autobiografiche, Reinhold Messner, ed. Corbaccio
  • Nanga, Simone Moro, ed. Rizzoli
  • La via incantata. Dove si basta a se stessi, Marco Albino Ferrari, ed. Ponte delle Grazie
  • Il passo successivo, Ueli Steck, ed. Corbaccio
  • Aria sottile, Jon Krakauer, ed. Corbaccio (dal libro, il film “Everest” di Baltasar Kormakur)
  • Guida ai fiori di montagna, Carlo Ferrari, Ricca Edizioni

 

… E se volete far appassionare alla montagna anche bambini e ragazzi:

  • L’uomo montagna (graphic novel), Gautier e Fléchais, ed. Tipitondi
  • L’avventura della montagna (spiega l’alpinismo ai ragazzi), Lorenzo Revojera, ed. Ancora
  • Le montagne (curiosità, leggende, meraviglie), Andrée Bertino e Fredo Valla, ed. Piccoli
  • Compagno orsetto, Mario Rigoni Stern, Einaudi Ragazzi
  • Inventario illustrato della montagna, Virginie Aladjidi, ed. Ippocampo Ragazzi
  • Karim e la grande montagna, Mauro Colombo, ed. In Dialogo
  • Il passaggio dell’orso, Giuseppe Festa, ed. Salani

 

Libri e… 

Ogni tazza di tè rappresenta

un viaggio immaginario

(Catherine Douzel)

 

 

Prima di andare in ferie, mi raccomando, comprate “Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya” di Paolo Cognetti e mettetelo nel trolley o in valigia.

E non scordatevi che una bella lettura diventa ancora più piacevole se accompagnata da un buona tazza di tè!

Questa volta vi propongo l’Assam Tea, sempre dell’affidabile Taylors of Harrogate, che vi ho già presentato nel mio articolo del novembre 2019. Azienda inglese con sede nella storica città termale di Harrogate, nel bellissimo North Yorkshire e fondata nel 1886, ha una vasta selezione di pregiati tè: spazia da tè neri selezionati al loro apice stagionale sino a tè verdi e rinfrescanti infusi di erbe. Le confezioni sono eleganti e raffinate, con un packaging molto… british.

L’Assam Tea è un tè nero, realizzato con foglie di tè coltivate nelle pianure ricche e fertili della valle del Brahmaputra, nella regione dell’Assam, nel nord-est dell’India. È raccolto durante le stagioni di alta qualità – “second flush” – in maggio e giugno. È potente e corposo, con un gusto maltato, vivace e corroborante (ricordatevi che ne abbiamo bisogno: almeno con l’immaginazione, siamo in viaggio verso l’Himalaya!).

 

Curiosità

la Taylor’s ha ricevuto il Queen’s Award for Enterprise for Sustainable Development, assegnato solo alle aziende con forti valori etici, sociali e ambientali.

Come servire: Da solo o con del latte

Disponibile in: confezioni da 20 bustine

[siteorigin_widget class=”SiteOrigin_Widget_Image_Widget”][/siteorigin_widget]

Michela Scomazzon Galdi

Mi chiamo Michela e mi occupo di comunicazione e uffici stampa nel settore culturale perché credo che la cultura, oltre a donare bellezza, possa contribuire al dialogo interculturale e alla pace.

Promuovo e comunico i tuoi eventi culturali, rendendoli unici attraverso il fascino dei colori.